Il team corre con una Renault Clio in livrea giallo fluo: un colore che in gara serve a farsi riconoscere a distanza, tra la polvere e i cordoli. Il brief era portare quella stessa identità fuori dall’abitacolo, sull’abbigliamento di pilota, meccanici e staff, senza ridurre i capi a un semplice supporto per i loghi degli sponsor.
Abbiamo lavorato su un unico segno grafico — la freccia a chevron — declinato su tutta la gamma: aggressivo e direzionale sui capi tecnici, più misurato su quelli da indossare fuori dal parco assistenza. Ogni capo doveva ospitare i loghi di sei sponsor mantenendoli leggibili, e funzionare sia nella versione uomo che in quella donna.
Il punto di partenza è la vettura. Prima di disegnare abbiamo fotografato la Clio del team in officina da ogni angolo: la livrea detta tre cose, il giallo fluo come colore dominante, il nero come contrasto strutturale e un movimento diagonale che accompagna il profilo dell’auto.
Da lì nasce il chevron: ripreso dalla grafica della vettura e semplificato fino a diventare un segno autonomo, riconoscibile anche isolato dal contesto.
Abbiamo presentato due direzioni. La prima traduce la velocità in modo letterale: impronte di pneumatico, texture sporca, bianco e nero che si sfaldano sul fondo del capo. La seconda lavora per sottrazione, con chevron netti e campiture piene.
Il team ha scelto la seconda direzione: più pulita da produrre in sublimazione, più leggibile a distanza e coerente con la logica con cui è disegnata la livrea.
Dalla direzione approvata abbiamo sviluppato l’intera gamma. Il chevron cambia scala e posizione capo per capo, ma la struttura resta la stessa: spalle e petto per i loghi sponsor, fianchi per il movimento grafico, schiena per il nome del pilota.
Gilet e giacca mantengono il nero sulle maniche per contenere l’impatto del fluo; polo, t-shirt e felpa vanno full fluo, pensati per il pubblico e per il merchandising.
Ogni capo è stato consegnato al confezionista come tavola esecutiva in scala 1:10: pannelli fronte e retro, maniche corte e lunghe, colli stampati, polsini, tasche opzionali e interni zip, con i codici CMYK di ogni campitura e le combinazioni di costine disponibili.
Le versioni donna sono state ridisegnate sui rispettivi cartamodelli, non semplicemente scalate, per non deformare il chevron sul fianco.